
Il 7 novembre la bellissima cittadina di Arezzo ha tenuto a battesimo il libro Il Linguaggio svelato. Presentato da La Feltrinelli Point e da Ilaria Vanni alla presenza dell’autrice Samantha Ghironi, sono intervenuti l’ospite americano lo scrittore J.W. Bonner e la Presidente del centro antiviolenza Prontodonna Loretta Giani.
Si è parlato della radice della diseguaglianza di genere, come e perché si è sviluppata la misoginia, in che modo è diventata sistemica e di come l’intrecciarsi con le strutture universali dell’evoluzione umana l’abbia radicata nel nostro paradigma linguistico. Si è parlato di come il dominio si è culturalizzato, fino a creare un vero linguaggio della diseguaglianza in grado di contaminare le generazioni del futuro.

Il saggio prende in esame i più autorevoli studiosi d’Occidente: dalle teorie sul matriarcato di Bachofen, alle ricerche di Lévi-Strauss sulla nascita dei ruoli famigliari e l’analogia tra le strutture elementari del linguaggio, dal pensiero di Morgan a Engels, Foucault e gli studi contemporanei di Gimbutas e Abhndroth. I lettori sono quindi costretti ad ammettere un’esistenza diversa da quella che abbiamo fino ad ora raccontato, dove in un’era ginecocratica, l’umanità fu in grado di regolarsi con le leggi della natura e del diritto materno.

Questo studio penetra l’origine femminile del mondo, ciò che eravamo prima di accettare le norme culturalizzanti che ci distaccassero dalla sacralità della natura per svelare il momento in cui il patriarcato generò il divino, sostituendosi al diritto materno. Un sistema culturale divenuto “diritto divino” e considerato ancora oggi l’unica struttura possibile della civiltà umana.
Il testo esplora anche le imbarazzanti omissioni di scienziati uomini che hanno deliberatamente raccontato un’altra storia, ponendo l’attenzione su un modello femminile che ha cercato da sempre di combattere la misoginia. “Amazzoni” che armate di penna, hanno messo su carta il loro pensiero, ribellandosi all’esclusione e all’emarginazione in cui sono state confinate. Donne coraggiose che la storia ha tramutato in schiave, prostitute, streghe, internate, facendo del loro corpo un’oggetto ancora in uso oggi al patriarcato.

Il prezioso intervento della direttrice del Centro Antiviolenza Prontodonna, Loretta Gianni, si è focalizzato sulla violenza ancora troppo presente nella nostra società, e sulla fatica con cui i centri antiviolenza si prendono cura delle vittime: ad oggi le uniche strutture a farlo.
Un grazie doveroso alla bravissima Ilaria Vanni che ha moderato la presentazione e un immenso grazie a Fabrizio Ghironi e Erika Stocchi per la loro preziosa collaborazione. Arezzo Informa web attraverso il giornalista Andrea Giustini ha raccontato così la serata: schiaccia il Link della testata.
La Feltrinelli Point Arezzo
Foto di Erika Stocchi