Nella bellissima cornice del Castello Malaspina di Terrarossa in Lunigiana, il 30 novembre è stato presentato il Libro di Samantha Ghironi: Il Linguaggio svelato. Finecobank sensibile ai temi d’uguaglianza di genere, attraverso il suo coordinatore Mirko Tognoni, con Roberto Petacco e Franco Mazzoni, ha sponsorizzato l’evento incentrato sulla necessità di rafforzare l’empowerment femminile.
Definito un saggio importante perché svela molte delle tecniche sistemiche ancora in uso oggi al patriarcato, il testo approfondisce questo sistema culturale (e non naturale) fatto di dominio e gerarchie, che spaccia ancora per universale ciò che è solo dell’uomo. Rivelando la volontà di perpetuare dinamiche di dominio incorporate nella nostra società e rafforzate dalle tecnologie, che alimentano ignoranza, regressione del capitale umano e disumanità, raggiungendo gradi di sofisticazione inavvertiti anche dalle nuove generazioni.

Presentato interamente da Roberto Petacco (financial banker), l’evento è diventato una performance teatrale. La bravissima attrice Elisabetta Dini è stata chiamata ad interpretare alcune delle donne che hanno fatto la storia della nostra liberazione, dando magicamente voce ai monologhi dell’autrice Samantha Ghironi.

Artemisia Gentileschi, Mary Wollstonecraft, Simone de Beauvoir, Isadora Duncan...donne che hanno trovato in Toscana (ai confini con la Liguria) un degno rifugio per la creazione del loro pensiero. Questi monologhi saltati fuori dal secondo capitolo, sono stati scritti per avvicinare target diversi di pubblico e creare empatia.
Letteratura e linguaggio teatrale per aprirsi a un pubblico accorso numeroso, dimostrando che c’è ancora molto da svelare. Il testo vuole porre l’attenzione proprio sulle tecniche sistemiche che ancora in maniera subdola e inavvertita si ricostituiscono ogni volta. Il linguaggio primario infatti, attraverso la teoria dell’embodiment, diventa il primo custode del segreto della diseguaglianza, muovendo un meccanismo di assoggettamento che rende il “maschile grammaticale” molto più di una regola e descrivendo ancora con il termine “uomo”: l’intera umanità! (maschile sovraesteso)

Il libro esplora il processo della comunicazione della disuguaglianza, per arrivare a leggere la manipolazione corporale e muovere nuovi sistemi di assoggettamento.
Linguaggio che scalfisce i corpi, trasformandoli in materiale scrittoio: dove bulimia, anoressia, chirurgia compulsiva e altre trasformazioni, nascondono i segni dell’oggettivazione, preparando il corpo della donna perché venga usato da altri. Linguaggio social che nasconde la paura della solitudine, alimentando emarginazione, facendoci prigionieri di un’eterna adolescenza colpevole di un arresto cognitivo senza freni. In tutto questo, dobbiamo essere in grado d’immaginarci un altro destino e lo possiamo fare attraverso un processo di decolonizzazione dal sistema del potere, ripensando un modello societario con una nuova visione dei legami, della genitorialità e costruendo un nuovo rapporto con tutte le altre specie terrestri.

Le musiche di Emanuele Pauletta e Marcello Marianetta hanno coinvolto il pubblico numeroso in un’atmosfera densa di significato, a detta del sindaco di Aulla Roberto Vallettini intervenuto per l’occasione, “una serata che ha lasciato molto su cui riflettere”.
Foto di Elena Pellistri